''L'ora particolare'' di Rosy Romeo

Pubblicato il da Rosy e Salvo

L’ora particolare

“In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: - In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gioia. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno e a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre –“ (Mc 13, 24-32).

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Gesù scese sulla terra più di due millenni fa, nacque come un bambino qualsiasi per compiere la missione affidatagli dal Padre, riscattare l’umanità e aprire le porte del Paradiso. Prima di portare a termine la sua missione parlò della fine dei tempi. Noi

pensiamo subito alla fine del mondo, ma Gesù parla della fine dei tempi che non è proprio la stessa cosa. Tornerà il nostro Salvatore e tutto ciò che esiste subirà una trasformazione che non avverrà senza dolore. Anzi, i dolori sono presenti da tanto e da qualche tempo non si può negare che si siano intensificati.

In realtà, la fine dei tempi è iniziata subito dopo l’ascensione di Gesù, motivo per cui i primi cristiani aspettavano tale evento conclusivo da un giorno all’altro e molti rimanevano bloccati in una infruttuosa inattività. Tuttavia, poiché i tempi di Dio sono molto diversi dai nostri, questa fase non si è ancora conclusa. Quindi è inutile affaticarsi a studiare tutte le profezie, come Nostradamus o San Malachia. Nessuno può indicare una data. Pensiamo ai Testimoni di Geova che si sono affannati in tale studio e hanno dovuto cambiare la data in continuazione: 1874, poi 1914 e ancora 1925 e 1975 e chi più ne ha più ne metta. Anche gli Avventisti del settimo giorno si sono avventurati in certe predizioni iniziando dal 1843 e così via. Perfino fra i cattolici esiste questa mania di profetizzare la fine del mondo. Ebbene, noi stiamo vivendo la fine dei tempi, la stiamo vivendo da più di due millenni e le catastrofi, le guerre, le epidemie, le cattiverie gratuite, cioè i segni premonitori, non ci sono stati lesinati. Come mai, allora, non è successo niente di definitivo, non è stato messo il punto su questo mondo malato? In effetti, quando Gesù tornerà sulla terra, ed è indubbio che questo succederà, sarà messo il punto. Chi non si sarà convertito, non ne avrà più possibilità. Ma il nostro Dio è Padre misericordioso e aspetta, Egli è Pazienza infinita e vuole darci molto più del tempo necessario per convertirci. Cerchiamo di approfittare di tante opportunità che ci vengono offerte, poiché le sofferenze sono opportunità per scrollare la nostra anima.

Proprio perché i segni ci sono e sono sempre più pesanti, non possiamo cullarci: le profezie sbagliano, quindi possiamo stare tranquilli? No, no e no! Quell’ora, che Gesù dichiara sconosciuta a tutti, perfino agli angeli e a Lui stesso, arriverà. Sarà fra mille anni o fra cinque minuti, ma verrà come il ladro che scassina la casa quando il padrone non se l’aspetta. Per questo Gesù raccomanda di tenersi pronti, con i fianchi cinti e le lucerne accese (Lc 12, 35).

Se la prima venuta del Signore fu silenziosa e nascosta, la seconda sarà gloriosa e manifesta a tutti i popoli contemporaneamente. Non aspettiamo di vedere il sole che si oscura o le stelle che cadono dal cielo. Questo non possiamo vederlo con gli occhi del corpo perché è un linguaggio figurato, non riguarda il mondo fisico, ma quello spirituale. Adoperiamoci invece per fare la volontà del Padre nostro e saremo al sicuro.

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