Meditazione n°3 sul ''Padre nostro'' di Rosy Romeo

Pubblicato il da Rosy e Salvo

''Sia santificato il tuo nome''di Rosy Romeo

SIA SANTIFICATO IL TUO NOME

Il nome per gli antichi Ebrei era davvero una cosa seria, poiché si identificava con la persona nella sua essenza più profonda; nel nome sono le caratteristiche di tutta la persona. Quando Gesù diceva di chiedere al Padre nel suo nome, era come se dicesse di chiedere nella sua persona di Figlio. Per questo il nome di Dio dovrebbe parlarci della sua essenza. Ma chi può capire la sua essenza? Nessuno. Infatti gli antichi Ebrei non osavano pronunciare il nome di Dio che d’altra parte era impronunciabile, essendo composto di quattro consonanti senza vocali, il tetragramma, YHWH, come a significare: non si può pronunciare, quindi non si può capire, esattamente come Dio. Anche il suo significato è misterioso: “Io sono colui che sono!” (ES 3,14). Lui è! E’ giustizia, misericordia, amore. E’ passato, presente, futuro. E’ vita, felicità, eternità. E’ creazione, dono, attrazione. E’ Uno ed è Tutto. E’ principio e fine, alfa e omega. Come può entrare nella nostra piccola mente l’essenza di Dio? Egli si fa piccolo e si fa grande, è padre ed è madre, ci possiede e si fa possedere. Nel suo nome è tutto questo e altro ancora, all’infinito. E nella prima domanda del Padre Nostro chiediamo che sia santificato il suo nome. A una lettura superficiale sembrerebbe che noi dobbiamo santificare il nome di Dio e quindi Dio stesso. Ma noi non possiamo santificare nessuno, nemmeno noi stessi. Per quanti sforzi possiamo fare, non riusciremmo mai a farci santi. Nella Bibbia infatti troviamo che il giusto pecca sette volte al giorno (Pro 24, 16) e, se pensiamo che il numero sette indica la completezza, dobbiamo concludere che siamo perfetti peccatori, altro che santi. Solo Dio santifica, con un dono gratuito che aspetta solo di essere ricevuto. Egli è la fonte della nostra santità: “Sarete santi perché io sono santo” (Lv 20,26). Col Battesimo abbiamo ricevuto questo dono incommensurabile, una pietra preziosa che dobbiamo custodire, una pianticella che dobbiamo coltivare. Il Signore è dentro di noi e noi abbiamo il dovere, e sarebbe più bello dire il desiderio, di coltivare il suo dono. In effetti, è così che viene santificato il suo nome, cercando in tutti i modi di accettare la sua santità ed esserne gelosi cosicché gli altri, vedendoci santi, possano riconoscere la santità di Dio: “…affinché vedendo le vostre opere buone diano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Un grande, certamente insuperabile, esempio è la Vergine Maria che ha riconosciuto la santità del nome di Dio e non ne ha fatto mistero: “Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome” (Lc 1, 49). Ma non si è limitata a riconoscerne la santità con il suo cantico di lode, ma l’ha fatta sua mostrandola a tutte le generazioni con la sua vita sempre obbediente, sempre docile, sempre abbandonata alla volontà del Padre. Lo ha fatto nel modo più semplice possibile, con le piccole attività quotidiane e con l’immenso dolore di madre di fronte a un Figlio che ha scelto la croce per amore di chi niente ha mai meritato. Basterebbe guardare quest’esempio e fare di tutto per imitarlo. Tuttavia noi lo domandiamo proprio al Padre perché gli diciamo: sia santificato. Quindi gli chiediamo di aiutarci a fare in modo che tutti diamo gloria al suo nome. In questo periodo in cui tante cose vanno male, guerre, odio, malattie, cataclismi, l’uomo è portato a prendersela con Dio, a chiedergli conto con rabbia del perché di tanti disastri. Invece siamo chiamati a testimoniare l’amore di Dio con la nostra fede, con la sicurezza che Dio opera sempre per il nostro bene. che non sempre noi comprendiamo, e cioè che il nostro bene non è di questo mondo, ma dell’eternità. La nostra fede, la nostra speranza, il nostro amore non possono passare inosservati. Se per alcuni possono essere scambiati per follia, per altri mostrano la luce del Signore. In tal modo questi ultimi possono imparare a vedere le meraviglie operate dal Signore e riconoscere la sua santità. Questa è la nostra grande responsabilità: vivere in Dio e per Dio affinché chi ci osserva sia portato a benedire, lodare, esaltare il nome del Signore. E possiamo essere sicuri che non ci mancherà il suo aiuto se decidiamo di stare con Lui in tutto e per tutto. Magari saremo fortunati e potremo constatare i miracoli che ancora oggi il Signore compie in mezzo al suo popolo, come il pentimento di peccatori incalliti o la conversione di qualche ateo. Sono questi i miracoli più grandi, quelli spirituali, poiché non vi è niente di più grande e prezioso della salvezza, della vita eterna.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post