Famiglia

Pubblicato il da Rosy e Salvo

Famiglia, dove sei?

Si accende la televisione e si viene tempestati dalla pubblicità, tanti spot per reclamizzare pasta, dentifrici, pannolini e così via, con sorrisi a cinquantaquattro denti. Famiglie felici, senza problemi, davvero invidiabili. Ci propinano immagini da favola, perfette, fantastiche. Non so nei tempi andati, ma oggi non mi sembra ci siano tante famiglie così. Di perfetta, comunque, ce n’è una che dovrebbe esserci d’esempio, dove l’unica e vera ricchezza è l’amore: la famiglia di Nazareth. Non ne immagino i componenti che si sganasciano dalle risate, ma che si riempiono reciprocamente gli occhi di sorrisi carichi di pace e serenità, che si donano l’uno all’altro senza riserve, senza risparmiarsi, in cui ogni fatica diventa gioia, pienezza di vita. E’ uno specchio davanti al quale le famiglie odierne volgono altrove lo sguardo. Oggi la parola “dono” è oscena e la parola “dialogo” viene cancellata dal vocabolario personale, perché ognuno deve avere il diritto di cercare la propria realizzazione ad ogni costo, calpestando, se necessario, persino la moglie, il marito, i figli, perché di vita ce n’è una sola e bisogna godersela fino in fondo. Così ci sono bambini che succhiano il latte venefico della tv o, peggio, di internet. I coniugi si voltano le spalle, vanno in cerca di nuove esperienze, i nuclei familiari si spaccano, si allargano, si contornano di relazioni anomale. La parola “famiglia” viene svuotata del suo significato per diventare solo un insieme di persone che dividono lo stesso tetto senza incontrarsi o mangiano alla stessa tavola senza parlarsi. Non possiamo meravigliarci che oggi sia in costante aumento il numero di ragazzi che si fanno o che finiscono nel collo della bottiglia o, non si sa se sia meglio o peggio, che si immergono in una vita virtuale sin dall’adolescenza. Naturalmente i genitori, presi dall’ansia della carriera, dalla cultura dell’immagine e dai piaceri mondani non se ne accorgono, per poi chiedersi stupiti se sono proprio i loro figli, quei giovani persi che si rivoltano contro. Ma come? Non hanno fatto mancare loro niente, vestiti, soldi per divertirsi con gli amici, ultimi ritrovati tecnologici! Non si rendono conto di averli riempiti di surrogati che con l’amore non hanno niente da spartire. Fortunatamente esiste ancora qualche esempio di famiglia

sana, in cui i genitori vivono il lavoro solo come mezzo di sostentamento, si trascorre insieme tutto il tempo libero, si parla e ci si guarda negli occhi. E finché resisterà uno solo di questi esempi, non può morire la speranza che si tratti di un momento di transizione, pazza sì, ma pur sempre transizione

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